Archive for the Mietitrebbia Category

Mietitrebbia 40 (the fine)

Posted in Mietitrebbia on marzo 25, 2008 by eliasmengwee

BORGO TOMÈ

A Borgo Tomè ci sono delle grandi vasche termali.
La prima volta che mi sono immerso in quelle benefiche acque ho esclamato:
– Ma allora Dio esiste!!!…-

OTTANTACINQUE

FINE!!!

non mi ero accorto che erravamo arrivati alla fine della cavalcata mietitrebbica…
qualche commento positivo, nessun commento critico, mah!
comunque, come ho detto in tempi non sospetti: “tutte le cose ci portano alla loro fine”

intanto, prosegue a rilento (faticosamente e per mia colpa) il mio lavoro su quattro fronti: una fiaba; uno spettacolo teatrale; un racconto/diaro reale/fantastico (ma per questo ci vorrà tempo); e le poesie…

HUZZAH!

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Mietitrebbia 39

Posted in Mietitrebbia on marzo 18, 2008 by eliasmengwee

IL BIVACCO

Al bivacco Seschipe non ci dorme mai nessuno.
Chi c’è stato dice che nel profondo della notte ad un certo punto si sente bussare alla porta di ferro (che è senza chiavistello), ma nessuno si fa avanti o chiede permesso o aiuto.
Si sente solo bussare fino a quando qualcuno degli ospiti non apre la porta e fuori non trova nessuno.

ESORLE

Al villaggio di Esorle anche le piume cadendo fanno rumore.

LA NOTTE

Quando sorge il sole la gente di Ruva tira un sospiro di sollievo.
Lo fa perché dalla notte di Ruva non tutti escono vivi.
Nella notte di Ruva se non dormi, se ti svegli prima dell’alba, loro ti portano via e non torni più.

IL POSTO GIUSTO

Quando arrivi a Chemeno ti sembra di essere in un posto giusto, uno di quei rari luoghi dove tutto è familiare ma contemporaneamente nuovo, immacolato.
I giardini come vorresti che fossero i tuoi giardini…
I negozi e i locali che hai sempre sognato…
Case accoglienti e spaziose con tanti bagni…
La gente garbata, cortese e poco invadente…
Dove tutti hanno una buona opinione di se stessi e del mondo…
Dove tutti partecipano ma non c’è mai discussione perché va tutto bene, sempre…
Dove non accade mai niente di speciale perché è già tutto speciale…
A Chemeno i bambini giocano sicuri e non dicono parolacce, ubbidiscono sempre ai genitori…
A Chemeno non c’è malavita, prostituzione, povertà…
Qui tutti i servizi funzionano dalla sanità alla nettezza urbana.
Chemeno è il sogno di tutti gli uomini moderni.
Io mai vivrei a Chemeno.

Mietitrebbia 38

Posted in Mietitrebbia on marzo 17, 2008 by eliasmengwee

CARAFA

A Carafa tutta la gente vive.

LA BAIA DI GRAVA

Nella baia di Grava spira sempre un forte vento, un vento ogni giorno diverso per intensità, direzione e odore.
– A Grava giungono tutti gli odori del mondo… sappiamo cosa accade nel resto del globo semplicemente annusando l’aria -.

SCAYA

A Scaya più di ottant’anni fa hanno piantato nel centro della piazza un albero raro e meraviglioso.
Ha il tronco slanciato di un colore bianco pallido, rame robuste che sostengono anche grandi pesi, le foglie cambiano colore con le stagioni ma non cadono mai…
È davvero una pianta maestosa e bellissima come poche ne ho viste!
Vi impiccano i condannati a morte.

Mietitrebbia 37

Posted in Mietitrebbia on marzo 15, 2008 by eliasmengwee

IL PENSIERO DI DIO

– Le nebbie altro non sono che una fuga del pensiero di Dio -, mi disse poeticamente il vecchio Alessandro mentre camminava invisibile davanti a me.
– È quindi facile capire quanta chiarezza abbia in testa il Signore!…-, aggiunse poi.

LA CASA DI EMERY

All’altezza di Emery, lungo la strada che collega due grandi città, si incontra la Villa Del Patio.
La vecchia e nobile casa è avvolta da un alone di mistero e paura tutt’altro che infondato:
– Tutti quelli che l’acquistano muoiono a causa di gravi incidenti -.
Ho controllato ed è vero.
– Tutte le volte che l’edificio viene restaurato accade qualcosa che lo danneggia, un incendio, un fulmine, un automezzo che sbanda e ne devasta la facciata…-
Ho controllato anche questi casi: è tutto vero.
– Non è solo una casa maledetta… è pure jellata! Lo sanno tutti, però ogni tanto arriva un foresto che l’acquista e finisce al camposanto…-.
Questo dice la gente di Emery ma non sa dare spiegazioni alla cosa.
Ma il matto del paese, un certo Zapia, ha una sua teoria. Bizzarra quanto si vuole ma interessante.
– Quella casa non è maledetta né jellata… nessuno la comprende tranne me… quella casa vuole solo morire… è la gente di qui che non capisce niente… figuriamoci i foresti… tutte le volte che sta per andare in rovina arriva un cretino a sistemarla… ti credo che se la prende a male… lei vuole solo sparire, morire, crepare, fallire… ne avrà il diritto… sì o no?… sì o no?!… è stanca del mondo… sì o no?…! –

DAMELA

Damela è il paese delle fiabe.
Un tempo era pieno di bambini festanti ma ora se ne vedono pochi e furtivi… gli orchi se li sono mangiati quasi tutti!
Disgraziati!! Disgraziati… non gli orchi che fanno semplicemente il loro mestiere, ma i genitori di quei bambini sfortunati, troppo attenti a fare mestieri inutili invece di applicarsi a quelli indispensabili…
Questo era un volantino distribuito casa per casa nella modernissima, ma evidentemente poco evoluta città di Damela, nel tentativo di inchiodare i genitori alle loro responsabilità, perché la città pullulava di giovani sbandati senza controllo e fantasia, le scuole si svuotavano, l’ignoranza dilagava sotto gli occhi di tutti e nessuno faceva nulla per arrestarla…
Pare non abbia funzionato.

Mietitrebbia 36

Posted in Mietitrebbia on marzo 14, 2008 by eliasmengwee

SEYO

Seyo è chiamata la “città tra le stelle” perché di notte le sue luci si confondono con il cielo.

CAMPO LENO (morto due volte)

Ad Orzolè, lungo una strada periferica che si infila nella campagna ci si imbatte in un piccolo obelisco recante la seguente iscrizione:
QUI GIACE MOLEDO ERMANNO
PRIMO CADUTO DELLA GUERRA DI CAMPO LENO
MA ANCHE ULTIMO
Come può un uomo essere la prima vittima di una battaglia e pure l’ultima se, è risaputo, in mezzo ci sono stati migliaia di caduti?
Semplice: sulla sua tomba, costruita proprio dove lo avevano ucciso con una fucilata è caduta l’ultima granata sparata dal nemico.

NEVE

Al rifugio Poseoto salgono in molti verso la fine di settembre a caccia della prima neve, dicono porti fortuna.
Quando cominciano a venire i primi fiocchi tutto si fa silenzioso, fuori sembra che la natura trattenga il respiro.
Dentro gli uomini osservano come bambini, con uno strano sorriso, con gli occhi persi nel lento movimento ondulato di quei piccoli pezzi di cielo, con le orecchie ricolme di silenzio.
Il tempo sembra svanito e tutto è al suo posto.

Mietitrebbia 35

Posted in Mietitrebbia on marzo 13, 2008 by eliasmengwee

IL VENTO CANTA

Nel paese di Buia viveva un’orfana che possedeva una voce straordinaria, delicata come un petalo di un fiore e penetrante come un tuono.
Decine e decine di persone tentarono di portarla via dal paese, volevano renderla ricca e famosa, farne una stella.
Lei rifiutò sempre, restò fedele alle persone che amava e alle sue montagne.
Non si pentì mai, e ora che non c’è più viene ricordata e amata come un tesoro unico e inestimabile.
Della sua incredibile voce non resta che l’eco nel vento…e qualche registrazione pirata.

STRADE

Nella terra di Bebe non esistono strade, vie o sentieri.
Per raggiungere un posto devi solo andare verso di esso…

BORGO ZEDIÀ

A Borgo Zedià, durante la notte, si accende nella piazza del paese (Campo Dei Lupi) un fuoco attorno al quale gli abitanti si raccontano storie, leggono pagine di libri famosi, discutono di fatti accaduti.
I fuochi non vengono mai annunciati, la gente di Zedià sa che entro un’ora a partire dal tramontare del sole qualcuno potrebbe arrivare con la propria legna e attaccare il falò.
Se nessuno si presenta, la serata prosegue normale, altrimenti la gente esce in strada armata di fogli, libri, giornali o solo di buona memoria e comincia a raccontare.

Mietitrebbia 34

Posted in Mietitrebbia on marzo 12, 2008 by eliasmengwee

TAMBURI

Nel villaggio di Otame i tamburi non smettono mai di suonare.
Ho domandato al capo villaggio perché:
– Più di cento anni fa il Diavolo venne a stabilirsi nella pianura causando carestie, incendi e lunghi periodi di siccità. Gli antichi stregoni però con un astuto quanto semplice stratagemma riuscirono a imprigionarlo.
Una notte senza luna lo invitarono al villaggio per danzare (al diavolo piace molto ballare) con una scusa banale: la più bella donna del villaggio avrebbe sposato il miglior ballerino della regione (al Diavolo piacciono molto le belle donne) e lui venne.
Così, mentre il Diavolo danzava al ritmo dei tamburi (ed era il più bravo), gli stregoni fecero una magia che suonava più o meno così: drolusco ènilaber! Ènilaber drolusco! Diavolo di un Diavolo!!! Sarai costretto a danzare fino a quando i tamburi suoneranno!
Da quel momento il Diavolo fu imprigionato e la terra tornò fertile, non vi furono più incendi né periodi di siccità e così è anche adesso -.
I tamburi suonano e il Diavolo è costretto a danzare in eterno senza sosta.

GARME

A Garme ci stanno topi grandi come cani.
Non si sa come siano arrivati e nessuno riesce a scacciarli.
Pure i gatti, antico orgoglio della città, hanno abdicato dandosi alla macchia.

BALCONI

Il villaggio di Erta è costruito su uno sperone di roccia a precipizio sul mare.
Visitandolo vi capiterà sicuramente di vedere gli abitanti sedere sui balconi delle loro case, chi accovacciato come un uccello, chi a gambe penzolanti sul mare.
Se domandi loro perché, ti risponderanno enigmatici: – Noi si guarda fuori ma si ascolta dentro -.