Mietitrebbia 16

VE

Ho sognato di visitare una straordinaria città posata sull’acqua.
Abitata da persone mascherate che si specchiano nei suoi canali, alla ricerca di se stesse.
Di qualcosa che sembrano aver dimenticato e non trovano più.

LA NOTTE DI LUCARD

Incuriosito da alcune leggende lette in vecchi manoscritti, mi sono recato in un piccolo villaggio a nord del Bosco di Lume.
La favola (di cui non è noto l’autore) narra di un bambino molto intelligente che, stufo di essere svegliato durante la scura notte di queste lande dagli spettri del bosco, inventa le lucciole.
Gli spettri non più riparati dall’oscurità lasciarono finalmente dormire il giovanotto e con lui tutto il villaggio.
Se non fosse per le case sparse tra gli alberi non diresti che Lucard sia un villaggio.
Le sue case sembrano grossi funghi spuntati nell’umida mattina. Il sole fatica a toccare terra, alti e possenti alberi circondano tutto.
Davanti all’unica locanda del paese c’è una statua di legno chiaro dove un fanciullo inginocchiato tiene nascosto qualcosa tra le mani.
All’interno dell’accogliente locanda, una bella signorina mi disse che per soddisfare la mia curiosità dovevo aspettare l’ora delle ombre.
Nel frattempo alcuni vecchietti mi raccontarono storie truci.
La luce sparì tra gli alberi, tentai di uscire ma la bella signorina mi bloccò dicendo che era troppo presto.
Mi disse di osservare la statua che stava fuori dalla porta e che appena notavo delle stranezze, quello era il momento.
Mi parlò con un sorriso compiaciuto, forse era divertita dalla mia impazienza (e comunque era così carina che poteva ridere di me in eterno).
Cominciai a guardare …
L’oscurità fuori era impressionante, quasi non vedevi le luci delle case vicine, capivo perché una simile foresta potesse essere madre di tante storie tenebrose … Ad un tratto accadde qualcosa di sorprendente: dalle mani chiuse della statua apparvero degli strani bagliori che poi, lentamente, presero a volare!
Affascinato dalla “magia” uscii fuori e, osservando la statua, non mi accorsi subito che la notte si era illuminata di centinaia, di migliaia di luci intermittenti.
Era come trovarsi nel mezzo di un universo stellato.
La bella fanciulla si godeva lo spettacolo dalla porta, sorridendo silenziosa.

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2 Risposte to “Mietitrebbia 16”

  1. Compliments!!!
    Bravo!!!

    🙂

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