Mietitrebbia 7

PAROLA DI MUCCA

Il villaggio di Bablone è famoso per i suoi latticini. Ma ancor di più per le sue vacche parlanti.
Questi enormi bovini emettono dei suoni molto simili alle parole.
Gli studiosi sostengono che queste intelligentissime vacche abbiano imparato a parlare dai loro mandriani tramite imitazione, un po’ come i pappagalli.
Non compongono frasi di senso compiuto ma ripetono l’ultima parola della frase appena pronunciata.
I vaccari sono molto fieri e molto rigidi nel preservare e curare le loro bestie. I capi vengono trattati come fossero sacri.
Ad un mio amico, che ha provato ad avvicinarsi senza permesso ad una vacca per “chiacchierare”, hanno sparato nel culo.
So di gente a cui è andata peggio.

BORGO EDALEE

È posto su uno sperone di roccia bianca dal quale si può vedere l’intera valle.
Poche case attorno ad una fontana dove pastori e animali si abbeverano prima di salire agli alpeggi.
Edalee non ha nulla di speciale, se si esclude il mondo che gli sta attorno.
Dai prati appena fuori il borgo partono i sentieri per le vette.
Ho deciso di vivere qui.

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2 Risposte to “Mietitrebbia 7”

  1. Leggendo le ultime mietitrebbie mi è venuto in mente il Calvino delle Città Invisibili:

    “Partendosi di là e andando tre giornate verso levante, l’uomo si trova a Diomira, città con sessanta cupole d’argento, statue in bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d’oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze il viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città. Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici”.

    La “nostra” Mira, certo, non è così divina come la Dio-mira di Calvino: il teatro che abbiamo è di mattoni a vista e non di cristallo, eppure anche sul Brenta, in certe serate settembrine, quando tutte le lampade s’accendono sul Naviglio e le case che vi si affacciano s’illuminano, capita talvolta di avvertire un barlume di felicità per un paesaggio che muove all’invidia non solo il passante occasionale o il viaggiatore sulla via di Venezia…

  2. se penso che il teatro era il mio asilo…
    mira ha molti paesaggi (forse restano angoli) pregevoli a saperli guardare. e in primavera e autunno si sposano…

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