Il Segreto

Forse vi siete accorti che i libri che amate davvero sono legati tra loro da un filo segreto. Sapete benissimo quale sia la qualità comune che ve li fa amare, sebbene non sappiate esprimerla a parole: ma molti dei vostri amici non la vedono affatto, e spesso si stupiscono che, avendo caro questo, vi sia caro quell’altro. O ancora, vi siete fermati ad ammirare un panorama, che vi sembra riassumere tutto quello che avete ammirato nella vostra vita; vi voltate allora verso l’amico che vi sta affianco, che sembra assorto nella stessa contemplazione – ma appena cominciate a parlare, tra voi si spalanca un abisso, e vi rendete conto che il panorama, per lui, ha un significato del tutto diverso, che la visione in cui è assorto per voi è aliena, e non gli importa nulla dell’ineffabile suggestione che vi ha afferrato. Anche nei vostri hobbies, non c’è forse stato sempre un fascino segreto, di cui gli altri sembrano curiosamente ignari, qualcosa di non identificato, ma sempre sul punto di affiorare, come l’odore del legno tagliato nel laboratorio, o lo sciabordare dell’acqua contro il fianco della barca? Forse che le amicizie che durano tutta la vita non nascono quando finalmente incontrate un essere umano che in qualche modo mostra di accorgersi (ma appena appena, in maniera incerta, anche nel migliore dei casi) di qualcosa che desiderate fin dalla nascita e che, sotto il flusso degli altri desideri, nei momenti di silenzio tra il rumore delle passioni, giorno e notte, anno dopo anno, dall’infanzia alla vecchiaia avete ascoltato, avete cercato? Non lo avete mai afferrato. Tutte le cose che la vostra anima ha pienamente posseduto ne sono state solo brevi allusioni – visioni tentatrici – promesse mai pienamente mantenute, echi che morivano appena vi giungevano alle orecchie. Ma se vi si manifestasse davvero, se l’eco non morisse lontano, ma vi portasse alla fonte del suono, potreste raggiungerlo. Oltre ogni possibile dubbio, potreste dire “Ecco la cosa per cui sono stato fatto”. Su di lei non potete dire nient’altro. E’ il marchio segreto di ogni anima, il desiderio incomunicabile e inappagabile, la cosa che desideravate prima di incontrare vostra moglie, di legarvi ai vostri amici, di scegliere un lavoro, e che desideravate ancora sul letto di morte, quando la mente non conoscerà più moglie, ne amici, ne lavoro. Finché siete vivi, esiste. Se la smarrite, perdete tutto.

C.S. Lewis

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17 Risposte to “Il Segreto”

  1. Uao.

    Grazie mille.

    Mi dici il titolo, porfa? (magari è straconosciuto, e nel caso ti chiedo di scusarmi)

    Ciao!

  2. … o il titolo è proprio “Il segreto”?

    😉

  3. aaaaah non ne ho idea!!!
    è una citazione che ho trovato su un libro che sta studiando la mia ragazza. c’è il nome dell’autore ma non da dove arriva… mi spiace.
    magari se nico è in ascolto potrebbe stupirci…

  4. La tua ragazza deve studiare un argomento davvero interessate! 😀
    Grazie cmq, anche per i consigli cinematrografici!

    Ciao ciao!

  5. in questo caso anche si… il libro parlava della possibilità di abolire (o limitare) le pene carcerarie… era interessante anche per me che sto preparando uno spettacolo dove ci sono delle condanne…
    ma certi altri tomi… (fa scienze politiche) na rogna…. 😉

  6. Ciao a tutti, evocato rieccomi! 🙂

    Stavolta la citazione di C.S. Lewis non l’avevo riconosciuta (mi fermavo alle Lettere di Berlicche e, più recentemente, alle Cronache di Narnia…), ma mi sono dato da fare e l’ho recuperata.

    E’ tratta da “The problem of pain”, un’opera del 1940[Traduzione italiana: Il Problema della sofferenza, Morcelliana, Brescia 1957 (“Il Pellicano”), traduz. di Luciana Vigone; idem, GBU, Roma 1988, traduz. di Simona Rizzardi Battye]

    Eccola in inglese, pagg.133-135 dell’ediz. originale:

    “You may have noticed that the books you really love are bound together by a secret thread. You know very well what is the common quality that makes you love them, though you cannot put it into words: but most of your friends do not see it at all, and often wonder why, liking this, you should also like that. Again, you have stood before some landscape, which seems to embody what you have been looking for all your life; and then turned to the friend at your side who appears to be seeing what you saw – but at the first words a gulf yawns between you, and you realise that this landscape means something totally different to him, that he is pursuing an alien vision and cares nothing for the ineffable suggestion by which you are transported. Even in your hobbies, has there not always been some secret attraction which the others are curiously ignorant of – something, not to be identified with, but always on the verge of breaking through, the smell of cut wood in the workshop or the clap-clap of water against the boat’s side? Are not all lifelong friendships born at the moment when at last you meet another human being who has some inkling (but faint and uncertain even in the best) of that something which you were born desiring, and which, beneath the flux of other desires and in all the momentary silences between the louder passions, night and day, year by year, from childhood to old age, you are looking for, watching for, listening for? You have never had it. All the things that have ever deeply possessed your soul have been but hints of it – tantalising glimpses, promises never quite fulfilled, echoes that died away just as they caught your ear. But if it should really become manifest – if there ever came an echo that did not die away but swelled into the sound itself – you would know it. Beyond all possibility of doubt you would say “Here at last is the thing I was made for”. We cannot tell each other about it. It is the secret signature of each soul, the incommunicable and unappeasable want, the thing we desired before we met our wives or made our friends or chose our work, and which we shall still desire on our deathbeds, when the mind no longer knows wife or friend or work. While we are, this is. If we lose this, we lose all”.

  7. quest’uomo finirà mai di stupirci?
    che dire…? sono commosso!!!
    cara bangiu, ecco risolto il tuo enigma

    ps: ma pensa che davanti alla postazione mac ho giusto le cronache di narnia, e non mi era nemmeno passato per l’anticamera del cervello che potesse essere la stessa persona…

    huzzah!

  8. Apperò!
    RI-grazie mille!
    😀 😀 😀

  9. Lewis, l’amore, e quella puttana usata da Paride

    Della serie “I migliori libri sono quelli che…” ho ben diritto ad inventare qualcosa anch’io. I migliori libri sono probabilmente quelli che ti porti a casa con dieci euro. Fra questi l’ultimo che ho letto è un libro della Bur, “Prima che faccia notte”, una raccolta di inediti di C.S. Lewis, a cura di Edoardo Rialti.
    Il libro è diviso in tre parti. Si passa dalle short stories dell’inizio a due piccoli saggi finali, passando per una raccolta epistolare che copre tutta la vita adulta dell’autore in poche pagine. Non si pensi però che il tutto venga legato banalmente per mostrare come Lewis possa padroneggiare generi letterari diversi dal Fantasy – Lewis non ha niente da dover dimostrare a questo livello. Il filo unitario è piuttosto visibile tra tutte le pagine e Rialti lo riassume così: “Davanti a Dio nessuno dice mai: «Chi sei tu?», ma piuttosto: «Eri tu, dunque, per tutto il tempo?»”. Cosa questo significhi lo si può vedere con facilità nell’evolversi della sua coscienza attraverso le lettere che spediva ai suoi amici – come lui affascinati dai miti delle epopee nordiche e spesso anche colleghi universitari – nelle semplicissime descrizioni delle nottate passate a parlare fino alle tre di notte con Tolkien e Williams su vita morte e letteratura (ed ognuno potrebbe sostituirci i cognomi dei propri amici per ottenere altrettanti resoconti storici), negli autunnali pensieri dell’ultima degenza. La passione per il mito nordico (o per ogni altra cosa) non viene mai affossata in nome di una qualche nuovo Cielo che si sovrappone e infine sbiadisce le bellezze del mondo, anzi. “Ci sono state delle volte in cui ho pensato he non desideriamo il Cielo, ma più spesso mi trovo a chiedermi se, nel fondo del cuore, non abbiamo mai desiderato altro. Forse avrete notato che i libri che veramente amate sono legati insieme da un filo segreto […] Perfino nei vostri hobby, non c’è forse sempre stata un’attrazione segreta, che gli altri stranamente ignorano, che non si identifica […] col profumo del legno tagliato in falegnameria o col clap clap dell’acqua sui fianche della barca?”
    I racconti di inizio libro sono puttosto particolari e viene il rischio di pensarli come puri esercizi stilistici. Su ogni recensione che ho letto vien fuori che quello più significativo è di volta in volta il primo, il secondo od il terzo, ma senza pretesa di classifiche vi segnalo l’ultimo, dove un Menelao vincitore a Troia ritrova la sua Elena vecchia e grassa. Probabilmente in quel finale non scritto sta la chiave della vita di Lewis, che si spegne pochi mesi dopo la dolorosissima perdita della moglie. Ché non esiste amore senza sacrificio e abbandono di sé, fino al paradosso. “Dal livello più eccelso e più infimo, l’«io» esiste perché possa abdicare; e, con questa abdicazione, esso diventa ancora più veramente «io» perché abdica ancora di più, e così per sempre”.

    (http://frinarelli.altervista.org/?date=01-06)

  10. Su Elena -dea eroina e, appunto, puttana (o cagna, per dirla con Omero…) – nonostante il titolo molto british merita una lettura, ultimamente, questo libro: http://www.internetbookshop.it/code/9788842811565/hughes-bettany/elena-troia-dea.html (btw, chi mette i titoli dei link su ibs dev’essere un genio della sintesi 🙂 )
    Quanto all’intervento che riprendevi, ti segnalo direttamente le parole, in proposito, dello stesso curatore, E.Rialti, qui:
    http://www.clonline.org/articoli/ita/erLinT1011_05.pdf
    [alla fine, si parla, appunto, anche di Elena…]
    Buon weekend a tutti,
    Nico

  11. – benvenuto a frippo
    l’io che abdica per diventare ancora più “io” è interessante

    – effettivamente “elena-troia-dea”… spiega tutto!!

    mi associo al buon ui-ken a tutti

  12. Bella citazione davvero.

  13. Letto di recente “Prima che faccia notte”……..bello bello…..ora attendo le “le lettere di berlicche” che mi hanno sta consigliato.
    Francesca

  14. oplà!
    è un ritorno da lontano questo
    per me poco leggere e molto scrivere ultimamente…

  15. …..lontano? no!!!…..io leggo…..
    fra

  16. Per la cronaca, vedo che – per l’edizione in paperback – hanno cambiato il titolo inglese, che ora è:
    “Helen of Troy: The Story Behind the Most Beautiful Woman in the World” 🙂 (titolo originale: Helen of Troy: Goddess, Princess, Whore)…

  17. Most of the Clash of Clans hack, Hay day cheats are also
    available in different social networking sites, people spend half of their
    time on. After the development and launch of software, the forums are integral parrs of the ame which hass been discussed herein in detail.
    My personal view is that the national debt looms over claxh of clans cheats
    this cannot be a coincidence. Since the Renaissance clash off clans cheats
    has become more and more gems.

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