Si può tutti affermare con certezza, di essere nati, almeno una volta

Quello che state per leggere è un vero e proprio vaneggio che ho scritto di getto (ormai un annetto fa) per una improvvisazione teatrale sugli “eroi”. era anche un esercizio di scrittura creativa alla fine: tempo limitato e mai staccare la penna dal foglio. lo riporto qui senza correzioni di forma o altro. esattamente folle come l’ho scritto:

Siamo stufi delle leggende.
gli eroi non sono miti… sono uomini nati e morti come chiunque. è nella loro esistenza, nella loro etica, nel loro sogno: la divinità
ma divinità non è parola da usare: – magia umana –
sono forse gli antieroi che cerco?? persone normali… certo… ma perchè nessuno vive l’eroe comune? o forse la gente vive tutti i giorni eroicamente ma la loro forza è sprecata nel nulla della società odierna e veicolata nel controllo di massa del potere. la forza eroica inserita in una condotta forzata che finisce in una centrale “eletrica” produttrice (matrix) di opulenza e sonnolenza. costruiamo la nostra fine…
ecco che solo l’esigenza assoluta al cambiamento – morte del pianeta – fine del petrolio – cataclismi – …. solo la necessità ci porta a scegliere il giusto dal falso (principio alchemico di Paracelso) + [non il VERO dal FALSO = il GIUSTO!!!] ma l’uomo riuscirà ad arrivare sempre in tempo? sarà l’eletto di dio? o fino adesso è stato solo fortunato nel aver trovato una Terra troppo grande da essere distrutta in un solo colpo dall’ignoranza?

perche l’uomo è il più stupido degli animali.

nasce dissociato (ormai) dalla natura. impara crescendo, l’inutile.
le bestie a tutt’oggi imparano l’utile crescendo, imparano a non morire presto, a creare l’essenziale che gli permette la sopravvivenza. sanno chi sono, dove vanno e perchè.
dicevamo… mentre per gli animali il sapere è comune e chiaro come il destino (morire), per noi non esiste più un sapere comune, una linea di sopravvivenza. un etica dell’esistenza. (NOI SOGNIAMO)
l’uomo ha spezzato e dimenticato la catena della natura dichiarandosi superiore, divino, magico… ma forse sono uscito dal seminato con queste filosofie…

dicevo ancora:
possibile che per risvegliare l’archetipo umano sia necessaria l’eccezionalità?
possibile che debba esserci un “eroe” che guida le schiere umane? (capobranco… no neanche)
possibile se il “branco” uomo ormai è smarrito e ai nostri cuccioli insegnamo a vivere il modo sbagliato nel mondo sbagliato?
l’uomo procede a stento in avanti e commette gli stessi errori perchè gli viene insegnato di fare così. difficile spezzare il cerchio. ma talvolta, l’uomo che è si stupido ma è anche in grado di capire e imparare in pochi anni secoli di vita e di esperienza e con le sue azioni e scoperte e…
cos’altro?
apre una breccia nel cerchio che smette di essere tondo. quell’uomo è un genio, un mito, un eroe, un dio, un santo, un folle, non è un uomo normale…
l’uomo “normale” per difendersi lo eleva a superiore… in pratica l’essere che più dovrebbe avvicinarlo a se stesso diventa automaticamente il pretesto del distacco.
l’uomo “normale” si lava le mani pilatescamente per… paura? per proteggere quello che possiede (nel mondo sbagliato)? per pigrizia? per insegamento?… ecc… diamo importanza alle cose per fuggirne, eleviamo le azioni, la poesia, le persone a miti per estraniarle da noi, allontanarci. in fuga perenne da tutto ciò che ci rivelerebbe.

fare una cosa che potrebbero fare tutti fa di me un mito?

[quando l’uomo sarà uomo, che ne sarà dell’arte? ovvero cosa resterà del nostro cammino una volta arrivati? nascerà una nuova arte? avremo una nuova esigenza o stiamo solo frenando la nostra estinzione, la nostra compiutezza?]

il potere, (la sete di potere) la sete di guerra… oggi sono tutte esagerazioni. si esagera per nascondere una verità. la sete di potere, la guerra è nell’uomo da sempre (sicuro?) con tutti i suoi sentimenti. ma hanno perso anche loro il senso originale. ora sono solo esagerazione priva di senso. sono un modo come un altro… un gioco… per fuggire. sono una debolezza
l’olocausto una debolezza?
le religioni una debolezza?
la civiltà una debolezza?

(l’uomo nuovo nasce oggi, tutti i giorni, ma gli insegnano di essere solo, sbagliato, inadatto… divino)

il potere (la grande opera) se non può gestire l’anomalia l’addormenta
se non può addormentarla la distrugge
se non può distruggerla se ne appropria
se non può appropiarsene la mitizza, la divinizza e così ne mantiene il controllo sulle masse.
Gesù è molto più utile come figlio di dio che come semplice uomo illuminato.
poiche dio (la religione) è per natura (quindi per invenzione) dogmatico mentre l’uomo è per natura (e solo per essa) libero.

ma l’errore è in agguato. il guasto è all’erta. il meccanismo perfetto può rompersi.
la rivolta, la scintilla vivificante non sai mai dove nasce e come. non ha ricetta (forse somiglianze) la nascita dell’eroe…

è tempo di creare una civiltà eroica. l’uomo -solo- non basta più…..???…!!!!!…..??

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8 Risposte to “Si può tutti affermare con certezza, di essere nati, almeno una volta”

  1. Qndo si nomina “Dio” (una volta x sempre: impositivamente), lo si uccide. Il terzo avvento, il Cristo-tutti è ormai prossimo; e nn xké me l’invento io: xké ormai c siam messi alle corde, l’unica alternativa è tra darci il ‘colpo di grazia’ o graziare davvero noi stessi e qlla terra da cui prendiamo nome in qnto uomini (humus, homo: humilitas…) – dici perfettamente G, smettendo d “costruire la fine” e lasciando che la perenne rinascita naturale, e divina, ci ri-raggiunga. Il degrado antropologico pasoliniano è ormai a 1 stadio finale, a 1 punto d nn ritorno, d necessaria scelta: o accadrà 1 passaggio antropologico psikico simile alla pasqua ebraica o cristiana – ma collettivo: per forza comunitario, interpresonale, superindividuale – o è già ora la fine (l’apocalisse è adesso, cioè sempre: la possibilità di comprender o meno, d veder svelate le cose nella loro potenza ‘eterna’ o vedercele svanire…). Esistono tutte le conoscenze x ‘sanare il tumore chiamato umanità’: ma nn le si impiega. E xké? Intanto xké, cme G ancora perfettamente dici, qlli ke sono i ‘modelli’, ke indicano la via (nn necessariamente persone fisike, si tratta anke d’esempi extraumani: animali, piante, pietre), vengono subito disinnescati relegandoli in ‘aldilà’ o religiosi o artistici etc. senza venir mai praticati (incarnati) concretamente nll’esistenza quotidiana di ki vive oggi: ciò, xké il grado si ‘sacrificio’ rikiesto è altissimo e può esser pagato anke cn la vita (in Veneto esiston sistemi d coercizione al suicidio peggio ke nl Sud, dove almeno sn + diretti e t sparano in faccia se voglion ke sparisci: qua una qualsiasi banca tra le decine e decine spalmate in poki kilometri d Riviera, cn tutti i soldi ke ha, invece d’estinguer la fame nl mondo li viene a ‘prestare’ a te x la tua casa, incatenando la tua miserabonda esistenza – non vita – a 1 mutuo-cappio ke pagherai finké nn skiatti, ingrassando quei già grassissimi maiali; mi scuso coi maiali ké loro nn hanno alcuna colpa). Allora l’allontanamento d qsti modelli è difensivo, ma è 1 istinto deragliato e portato al parossismo: è esattamente ql ke è il male (organico, ma ogni segno fisico è anke segno psikico – e questo nn va ridotto/semplificato in mera ‘psicosomatica’: attenzione ké ne va della vita e nn + solo umana) dl nostro tempo, il tumore: il principio rigenerante/risanante dll’organismo, anzi dl suo nucleo, dlla cellula, ‘impazzisce’ e degenera moltiplicandosi in modo abnorme, va oltre quei limiti/norme/necessità vitali ke i greci antiki e pagani avevan ben kiari e ke invece si vuol forzare; tipo la vita eterna in senso decaduto dl cattolicesimo e la sua volgar/secolarizzazione scientifica conseguente (nata cn Cartesio, ke fonda la matematica nientemeno ke su Dio in persona, ke è troppo buono x permetter c s’inganni e addio dubbi!). La società occidentale è 1 totalitarismo monopolizzante/manipolante: siam costretti dalla nascita a nn essere, giorno x giorno, istante x istante, liberi solo d comprar surrogati/anestetici psikici d’ogni sorta e cme da catalogo, arte inclusa, facendo girare cme rotelline previste il markingegno dl soldo e dl potere ad esso legato. Così quella ke nasce (tutt’oggi eh!) cme puro (in senso letterale) grimaldello dlla consapevolezza, ormai è fagocitata e rivenduta cme cosmesi per l’anima: nn val niente, anzi serve a una sola cosa – a nn esser niente, a sparir nl sistema/potere etc. illusi d’esser colti. C son pokissime ‘cose’ ke scavalcano d netto e subissano (o annientano; ma è cme annientar il niente: sconfiggere il nulla, 2° l’immagine d Ende) tutto ciò, e qste pokissime ‘cose’ son in realtà le relazioni affettive: c’è una potenza inimmaginabile nelle cose, noi inclusi, calcolabile in infiniti elevati a aloro volta all’infinito, incommensurabilmente + potente d qualsivoglia cosa prodotta dall’uomo, d qualsiasi arma, dlla somma d tutte le bombe atomike mai prodotte finora + anke qlle future: qsta potenza ke tutti ogni giorno appena sfioriamo o presentiamo nlla vita concreta o presagiamo in libri, quadri, canzoni etc. nn è altro ke affettività (libido, x Freud e Jung) o amore (a tutti i livelli possibili: dal trasporto erotico all’estasi mistica – ke alcuni tantrici assicurano coincidere, e posso confermarlo senza problemi). Se vuoi ridurre l’uomo a skiavo, privalo d’amore: nn troverà mai + senso. Avrà tutto, e nn sarà niente. Servirà solo cme ingranaggio: servirà; solo. A me nn frega niente se c’è mai stato 1 unico Cristo storico ect., qndo ce n’è oggi 7 miliardi ke penano da far tremar il pianeta prossimo al collasso. A me interessa ke la mia pena, cme la mia gioia, sia comune: e nn solo a uomini ‘miei simili’ ma a tutte le cose (ascoltatele, osservatele, sentitele: è altro ke qsto la poesia, la musica, la pittura? Altro ke scuola d comunione? Altro ke segnaletica interiore, dito ke indica nn la vita ké è sempre là ma il nostro okkio e cuore kiuso: e se nn serve a qsto l’arte, a ke mai serve?)…

  2. si… una mappa, per filibustieri a caccia di un tesoro…
    e non mi viene da dire altro al momento.

  3. Mmm, no: nn è proprio così, G. X es. la Commedia d Dante è + precisa: la mappa infatti t guida in 1 dato territorio, già noto a altri; invece si tratta d pervenir a 1 ‘territorio’ ignoto xfino a sé stessi, x lo +. E cn xcorsi dl tutto personali. Sola cosa comune, è ke qsto è 1 processo necessario all’essere (davvero) umano. Cme ‘insegnare la naturalezza’: paradosso, impossibile e ossimorico. T scopri libero sì cn una guida, ma alla fine sei solo: cme il nascere – e/o il morire. Morpheus a Neo: indica la soglia (sé stessi), ki può varcarla xò è solo l’individuo singolo (solo). Ergo, + ke mappe: domande?
    CiaU

  4. Ah, poi – a proposito dell’uomo che da solo nn basta +: 6 in sintonia con niente popò d meno ke Nietzsche e il suo oltre-uomo, G. Qnto alla civiltà eroica, mi sa k’è meglio dire: epica (leggi tipo i Greci antichi, ecco csì…). Ké l’eroismo, da dopo il romanticismo, s’è degradato in “superomismo”; il vero cuore dlla questione è sempre e solo: qui e ora, nn una volta né poi. La santità (eroismo cristiano) nl quotidiano: anke solo ‘sopravvivere’, dar la vita a altri esseri, crescerli, curarsi dei cari e prossimi (nn lontani, qui)…
    CiaU

  5. infatti la mappa è interiore e si scrive da se (da te) attraversando gnoti e i-gnoti…
    ed era riferito un pò all’arte.

    zio nice?! cazzo… devo spaventarmi?
    mai letta una sola parola di nice… che dice boh boh… (scontata questa) ho comprato anni fa il famoso zarathustra ma non l’ho mai cominciato.

    si, epica è più bello

    aloa!

  6. Meglio ancora, + ke domande: ponendo questioni, mettendo in questione – ma nn a parole, proprio cn la vita: mettendosi in questione, direttamente…
    CiaU

  7. Ultima cosa, tanto x le domande: tu t ricordi mica della tua nascita? Io no, e cme me nessun altro. Tutto ql ke sai, ql ke puoi affermar cn certezza, è allora semmai solo ke t’han raccontato ke 6 nato! Il tuo sapere è solo una storia (che t viene da altri), e forse addirittura il tuo stesso essere lo è. La sola cosa ke puoi fare, è ri-nascere (ma x qsto bisogna morire: volendolo cioè consapevolmente – e nn è cosa x niente facile, a nessuno…): ciò nn è in discussione, puoi assistere alla tua morte e resurrezione, e d qsta esser testimone veritiero, oltre ke diretto interessato. Qsto è il solo vero sapere: e prima ancora, è il solo vero essere. Qsto, lo esperisci e sai solo tu. E nn è trasmissibile cme esperienza in sé. Nn è raccontabile in senso stretto e/o diretto. Puoi solo alludervi x vie traverse. Nn lo puoi insegnare. Lo mostri…
    CiaU

  8. Uh, Nietzsche è praticamente mio fratello: ho letto anche le sue liste della spesa, da quando (anch’io con lo Zarathustra) ho cominciato a trovarci le stesse cose che andavo meditando per conto mio; ma scritte in modo non solo un po’ simile: dico, proprio a volte le stesse precise identiche parole…
    CiaU

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