Qui si narra de: il Capitano Korzeniowski e di altri carciofi

abbandono la Nutria Mobile in via Righi (che non è via Righi ma tutti la chiamano così). salgo alla portoghese sul bus dell’ACTV (Ah Come è Triste Venezia) e assisto ad uno degli spettacoli che preferisco, ovvero la faccia del turista che per la prima volta nella sua vita si imbatte nella laguna attraverso il Ponte della Libertà. molte sono le varianti espessive del caso ma la più classica è una forma di stupore moderato intriso di una curiosità crescente come il ponte che sembra non finire mai… la cosa che mi fa godere di più è che arrivare a Venezia dal Ponte della Libertà è come entrare… che sò?… in paradiso dallo scarico del cesso! ti si parano davanti il Tronchetto e Piazzale Roma ovvero le cose più brutte di tutta la città. il pensiero che da li si possa solo migliorare è sempre motivo d’orgoglio divertito per il sottoscritto.
comunque mi avvio dinocolato verso il ponte della stazione (che non si chiama ponte della stazione ma tutti lo chiamano così) lo scalo con i miei sandali e arrivo in Strada Nova (che non si chiama così perchè Strada Nova comincia molto più avanti, ma tutti la chiamano così già da lì) ovvero uno dei budelli turistici per arrivare di filata a Rialto. Percorro la calle strapiena di gente e pullulante di figa foresta ma ad un certo punto decido che ne ho abbastanza e dopo il Ponte delle Guglie devio a sinistra e subito a destra per trovarmi nel Ghetto Ebraico dove non posso esimermi dal comprare dei dolcetti favolosi… il Ghetto è un posto strano, ultimamente nel suo stomaco sono spuntante moltissime gallerie d’arte e non dimentico che c’è una delle mie librerie preferite. in campo mi abbevero alla fontana e continuo il mio andare.
eccomi in Fondamenta Ormesini (che per tutti è già Della Misericordia per semplicità) e devo farmela tutta fino in fondo, passo davanti alla Mensa dei Poveri dove per tre anni ho fatto il barista e giocato a scacchi (perdendo sempre) con i barboni della città, e dove per compensazione ci sono alcuni dei locali più famosi dove mangiare. arrivo in fondo. faccio un po la biscia per le calli e punto diritto verso Fondamenta Nove. All’altezza dell’omonimo teatrino musiche a tutto volume danno il tempo e alcune ballerine provano qualche mossa in calle.
la laguna alla mia sinistra ha una luce spettacolare.
arrivo all’imbarcadero e qui ho un’intuizione… petta che chiamo il Bo per vedere se è già in isola che questo è capace di farmi fare chilometri per il caz…
infatti il Bo è ancora a casa così mi rituffo nel budello e arrivo a Santa Maria Nova (in Calle del Fumo un organo ci dava alla grande) schivando un paio di merde di cane.
a casa (casa?) dello Sbabbaro strimpello la chitarra, mangiamo pasta napoletana doc e guardiamo pezzi di Paolo Rossi su youTube. arriva Eli che ha finito di danzare e ci avviamo bel belli all’imbarcadero per Sant’Erasmo.
Il vaporetto borbotta passando per Murano, le Vignole… circondato e schivato da decine di barche a vela impegnate di bolina a regatare per qualcosa. dopo mezz’ora siamo sull’isola orto di venezia. posto strano Sant’Erasmo, qui la gente per farsi i dispetti da fuoco alle cose…
oggi c’è pure la sagra del carciofo e delle castraure quindi è pieno di gente, dovremmo dedicarci al Capitano… ma prima recuperiamo due biciclette al Lato Azzurro (dove il Bo e La Eli hanno lavorato) e facciamo un giro per la festa che trova ospitalità alla Torre Massimiliana.
poi finiamo in spiaggetta e qui regna il veneziano medio truzzo e palestrato con le stampine (tatuaggi) su tutto il corpo. centinaia di barche ormeggiate, cibo pessimo a prezzi salati.

ma adesso è giunto il tempo. torniamo alla base e tiriamo fuori dalla polvere il Capitano Józef Teodor Nalecz Konrad Korzeniowski… per gli amici solo: Capitano Korzeniowski, il sandalo che Bo vuole restaurare secondo i vecchi stilemi marinareschi con la vela al terzo per farsi dei bei giretti per la laguna. forse per l’estate del prossimo anno ce la farà!!
(il varo sarà una avventurosa navigata fino alla laguna di Grado dove fungerò da mozzo e scriba)
qui cominciamo a lavorare… ad essere sinceri il Bo che sa come mettere le mani si fa il mazzo mentre io e la Eli distesi sul prato impeciamo cime e leggiamo Celine.
il pomeriggio vola via così, semplice e splendido. troviamo pure il tempo per imbracciare nuovamente le biciclette e farci un giro dell’isola, dove la primavera lascia profumi intensi.
si mangia, si sale di corsa in battello, e nella mezz’ora che segue il tromonto ci accompagna sull’acqua mentre discutiamo di luoghi sicuri dove abitare la vita e noi stessi. dove poter creare meraviglia.
arrivati a Venezia capatina veloce a casa per un caffè d’orzo e un paio di canzoni suonate a memoria.

il ritorno è solo poesia del piede, dell’occhio e del silenzio. mi addentro in percorsi che solo chi sa dove andare arriva. scavalco il Ponte di Rialto (dove turisti nottambuli -sicuramente smarriti- si promettono mentendo amore eterno), spunto a San Cassian (schivando altre merde di cane che a Venezia nella notte si moltiplicano), faccio sosta respiro a San Giacomo Dall’Orio (pensando alla meraviglia e alla malinconia… settimo splendore) e ritorno alla frenesia della ruota verso la campagna.
il tutto seguendo una falce di Luna crescente portata a spasso da Venere.
senza nubi

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13 Risposte to “Qui si narra de: il Capitano Korzeniowski e di altri carciofi”

  1. mi rendo conto che questo post è tutto quello che non dovrebbe fare un bravo narratore… ma va bene così. è un periodo in cui mi tengo dentro i particolari…

  2. vedi perchè dico che sei bravo

  3. ne deduco che dovrei sapere chi sei… e ho dei sospetti…
    comunque grazie!

  4. Per me sei molto bravo e comunque, non posso esprimere troppi giudizi.. Ho un blog e mi diletto a scrivere pur non sapendolo fare..
    In fondo, sono al primo anno di ingegneria, capitemi.. 😀

  5. un’ i-n-g-i-e-g-n-i-e-r-a… auguroni!!!
    e grazie

  6. Ingegneria ….magari fosse navale così contribuiresti anche tu al progetto :Capitano Korzeniowsky….

  7. non ci avevo pensato, dai elisa: specializzati!!!
    ciaooooo

  8. Per ora stò facendo Ingegnieria Informatica, mi sà che vi deludo..
    Però, visto che stò cercando di dare tutti gli esami del primo anno che sono comuni a tutte le ingegnerie, posso sempre cambiare..
    Ma quì a Roma che io sappia a nessuna delle tre unversità c’è la navale.. Come si fà? Vengo su a Venezia?

  9. guarda… posto dove ospitarti non manca di certo!! (anche solo per una vacanzina)
    ciao ciao

  10. Mmm, non mi tentare! Che davvero vengo sù..!

  11. brava brava che ti troviamo da lavorare
    … altro che vacanza ….
    scherzo ….

  12. e comunque sempre ben disposti!

  13. Thanks..
    Purtroppo ora, non posso proprio allontanarmi dalla mia cara e afosa città.

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