sulle defunzioni allegramente

BO: g cossa femo dea nostra vita ?
G: a ben…
e se se copassimo?
BO: e se se riciclassimo …
G: neanca mal… ma me sembra na roba poitica el reciclo umano… non me piase
BO: senti questa …
G: e comunque na volta defunti se reciclemo comunque…
BO: sotto il cielo vasto e stellato
Scavate la tomba e lasciatemi dormire
Lieto sono vissuto e lietamente muoio,
E volentieri mi sono qui disteso
Questo sia il verso che inciderete per me:
Egli riposa qui ove bramava di riposare ;
Dal mare è tornato alla sua casa il marinaio,
dalle colline è tornato il cacciatore.
G: fa molto yets
BO: Scritto sulla tomba di Stevenson sulla cima del monte Vea alle isole Samoa
G: immaginavo fosse qualcosa di simile
BO: bea
G: sulla tomba di nick drake c’è scritto:
così sorgiamo
e siamo ovunque
BO: ghe sborro ..
G: sulla tua cossa ghe scrivo?
BO: Che io viva gli anni miei con febbre ardente
ch’io m’inebri di sogni
e che del sacro spirito
non venga mai quest’asil cadente
disfarsi in polvere :
vuoto simulacro.
G: soito esagerà… che ne dici di questa:
dembulò, fino a sentirsi stanco.
dambulò
dimbulò
BO: anzi meglio : Primeggia la vita ovunque io rivolga lo sguardo …primeggia la vita, io …:ovunque !
G: ma sei su un sito di messaggi tombali famosi?
BO: ogni tanto bisogna pensare alla morte …tu dove vuoi farti seppellire ?
G: tanto per cominciare devo dire che non mi spiacerebbe essere cremato
non so dove mi piacerebbe essere seppellito, ma mi intrigherebbe una caccia al tesoro per trovare la mia tomba!!
BO: bella idea ..non ci avevo mai pensato
ma non pensi che queste cose vadano organizzate per tempo ? …
G: beh, si. bisognerebbe fare testamento ora con il notaio che firma. comunque mi piacerebbe avere un albero al posto della lapide e non voglio che la tomba venga curata, deve invecchiare anche lei con l’albero
BO: come a S. michele
G: il mio cimitero ideale è quello che ho scritto su mietitrebbia… un bosco
dove ogni albero ha un registro con la storia del morto
BO: esatto
G: te lo vedi un cimitero di ciliegi (fa molto giappone) che fioriscono tutti assieme… o di alberi da frutto?
– cosa mangi?
– mio nonno!
ah ah… che figo!!
BO: figo
G: (questa me la segno)
BO: mi assento un po’
G: dopotutto come dice peter pan: la morte può essere una grande avventura!
a dopo… (forse…)

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25 Risposte to “sulle defunzioni allegramente”

  1. Bellissima la canzone di Benvegnù qui sotto.

  2. “del sacro spirito | non venga mai quest’asil cadente | disfarsi in polvere” – ciò mi qua no me torna a gramatica, no se capisse cossa che ti vol dir ciò!?
    Siamo in zona esorcismo verbale della finitudine e caducità umane, vedo…

    *

    Forme d’acqua

    Venezia, una domenica d’autunno
    col vaporetto gratis, per “i Morti”:
    cimitero di San Michele in isola –
    reparto greco, tomba 36:
    Igor Stavinskij, musicista. Due
    metri quadri di marmo, e fiori sparsi.

    Dagli Evangelici, nessuno: uccelli,
    solo, tra gli alberi e il silenzio. Un secchio
    pieno di penne e fogli vecchi, in russo.
    Bacche per terra, in cielo nebbia e sole.
    Sul retro della lapide di Brodskij:
    LETUM NON OMNIA FINIT. Ecco.

    (fine ottobre 2006)

    *

    CiaU

  3. (Cazzo non c’è manco un verbo nei versi che t’ho messo qua sopra, bestia lo vedo solo mo’ che li rileggo per postarli: un’assoluta immobilità mortale.)

  4. ((Oh li ho messi solo per “tirar su il morale” agli allegri dandy decadenti… Non capisco mai cosa volevo dire finché non lo dico e mi tocca spiegarmi!))

  5. per I: bella si, e molto calzante per il momento che “stiamo” (non solo io) attraversando. (vedi post con foto)
    benvenuta!

    per U: 1 -non so se per bo era esorcismo (esci da questo corpooooo) ma per me era balletto (tipo Corto Maltese che balla la giga con gli scheletri nelle elvetiche) c’era un comico che diceva: la morte viene una volta sola, ma dura tantissimo…
    2 – mi so fermo aea tersa media, cossa vol dir el latin de Brodskij?
    3 – allegri dandy mi sta simpatico, ma non siamo decadenti. solo audacemente spensierati.
    ave

  6. Lo sai che ancora non ci avevo mai pensato alla frase che vorrei sulla lapide..? Mmmm, però mi piacerebbe essere sepolta dietro ad un castello inglese in un prato grande ben curato, sotto un albero, con una lapide semplice. Mi è venuta questo desiderio da quando sono stata una volta in college in Inghilterra e ho visto la lapide di un componente della famiglia che abitava in quel castello. E poi, se magari ci inventassero sù qualcosa, del tipo che sono un fantasma che ogni tanto và a far visita al castello, sai che risate? Elisa.

  7. eh… i cimiteri inglesi, fanno molto druido e fantasmi in effetti. sei stata in college in uk? ti invidio. la scozia resta uno dei miei viaggi futuri (assieme all’islanda… via nave e la bratagna… a piedi. vero sbabbaro? uh uh)
    in trentino e più precisamente a san vigilio di marebbe il cimitero e di fianco alla chiesa che sta di fianco alla piazza! come se in caso di festa potessero divertirsi pure loro o almeno sono ancora parte della comunità! quando l’ho visto mi ha stupito. oggi giorno la morte (temo) fa più paura che in passato, era bello vedere che li non dava “fastidio”

    ps: spero che U non metta un super pippotto sul delirio di questa società che non vuole più morire (fisicamente) a risposta di questo commento… ih ih
    ciaoooo

  8. “Sulla mia lapide vorrei scrivessero
    che litigai col mondo – per amore.”
    Robert Frost [mia libera versione…]

    G un po’ di fantasia, ché a te non manca! E’ nel 1° verso del libro IV, parte VII, delle Elegie di Sesto Properzio – poeta latino vissuto dal 50 a.C. fino al 16 d.C. – vuol dir: la morte, il Lete, l’oblio non estingue-annienta ogni cosa.

    CiaU (Niente “super pippotto”, per la tua e altrui felicità. Danza danza, G: ma ricorda che ballavan tutti, fin che il Titanic andava incontro all’iceberg. Il valore apotropaico, id est esorcistico, dei letum verba si rifa al memento mori di origine stoica: Paolino-Hegel evocherebbe il senso del filosofare…)

  9. “c’è ballo e ballo, bello.” direbbe un tony manero delle balere!!
    c’è chi balla verso, chi assieme, chi inconsapevole, chi già aldilà… con la morte. e via di seguito
    comunque il mio era un esempio di leggerezza. una cosa che trovo irrinunciabile al mio essere.
    la morte per me è assenza di presenza. (banale? le mie esperienze…vissute a riguardo questo mi dicono).
    l’oblio invece per me è assenza di ricordo, cosa a cui tutti siamo destinati prima o poi. quindi perchè preoccuparsene?
    per concludere questo breve mio pippotto: tra nascita e morte, l’interessante sta nell’ “e”
    (mmm… di solito sti discorsi non sono da otto della mattina, sarà che è il mio complenno, 30anni di vita… spero)
    aloa

  10. “Esiste un solo problema, uno solo sulla terra. Come ridare all’umanità un significato spirituale, suscitare un’inquietudine dello spirito. E’ necessario che l’umanità venga irrorata dall’alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli a un canto gregoriano. Vedete, non si può continuare a vivere occupandosi soltanto di frigoriferi, politica, bilanci e parole crociate. Non è possibile andare avanti così.”

    Antoine de Saint-Exupéry

    AUGURI!!!

  11. Son io, quello che dovrà morire
    quando sarà arrivata la mia ora:
    mi sia concesso di vivere in pace
    la mia vita, così come mi piace.

    James Marshall Hendrix

  12. per entrambi:
    LODA SEMPRE!!!
    g

  13. nonna antonia Says:

    cos’é ‘sto mortorio? allegria, oggi è il compleanno di elias mengwee! quanti ne conti, nonnino? … sempre e comunque più di quanti ne conti io …. nipotastro!
    (vedi che cosa succede a non farti trovare in skype? che i fatti nostri diventano di dominio pubblico)

  14. cara nonnastra
    tra stare in skype a parlare con te e andare in montagna… cosa avrò mai scelto???
    comunque grazie 🙂

  15. Comunque questo post mi ha fatto venire l’ispirazione per il mio ultimo intervento..
    Buona giornata! Elisa.

  16. andrò a leggerlo senza ombra di dubbio, anzi ci vò subito
    ciao!!!!

  17. Tanto per far vedere che il latino lo so anch’io, Properzio nella sua settima elegia del libro quarto, più che altro ha un’esperienza medianica 🙂
    Gli appare lo spettro dell’amata Cinzia (una capricciosa despota un po’ fedifraga, ma tant’è…) e – in un componimento non privo di ironie e allusività a famose eroine del mito – ribadisce che il poeta *deve* continuare a celebrarla fedelmente, marsh! (cosa che Properzio in realtà aveva fatto ossessivamente nei primi tre: manco Catullo con Lesbia era arrivato a tanta monotematicità…).
    Fatto sta che questo primo verso (Sunt aliquid Manes, Letum non omnia finit), nella sua sentenziosità spesso è stato estratto per affermare la credenza in una vita oltremondana… In realtà -come dicevo scherzosamente- semmai attesta l’esistenza dei fantasmi (i Manes non sono altro che gli spiriti degli antenati che troviamo in tante società cosiddette “primitive”) 🙂
    PS: quanto al “memento mori”, i più accorti tra gli stoici (vedi Seneca nel Brevitate Vitae) invitavano piuttosto a “ricordarsi di vivere”! (“gli uomini di nulla tanto poco si occupano quanto di vivere: eppure è la scienza più difficile tra tutte”: VII, 3: “Nihil minus est hominis occupati quam uiuere: nullius rei difficilior scientia est”).
    Un saluto a tutti,
    Nico

  18. ooooooh mio dio
    nico: mi hai preso alla lettera vedo…
    draco dormiens numquam titillandus. mi sa che qua l’ho proprio svegliato, altro che solletico.
    benvenuto!!!

  19. non diciamolo troppo in giro eh…
    tra l’altro sto ascoltando il primo (bellissimo) cd degli Arcade Fire che si intitola: funeral
    ve lo consiglio
    g

  20. Visto G parli di morte è … puff si risveglia di botto la vita ….

    Ad U … la poesia che non capivi non è mia ,bensi di Jack London, sicuramente la punteggiatura manca perchè non la ricordo bene, Comunuque : L’asil cadente è il corpo che contiene il sacro spirito :che egli spera non venga mai a disfrasi come polvere ed essere così perduto.

    Chissa perchè quando si parla di morte salta sempre fuori il latino (comunque bello l’intervento di Nico).

  21. eh già!… una sorta di catarsi
    credo che il latino conservi una patina di arcano e di misterioso, e poi è la radice di tutte le parole che bene o male usiamo… ed è bellissimo (nonostante nulla io ne sappia)

  22. Sarà per quest’aura sacra che PapaRatzingher lo rivuol nelle messe oggi?!?

    Cmq si può rider una volta che si son stabilite le cose serie: o è pericoloso!

    (Gragramàl, Perelun… Volevo solo dir che sto leggendo La Storia Infinita!!)

    Quanto alle citazioni estrapolate, quelle in latino son le più stravolte (cfr. il terenziano “Sono un uomo, niente m’è estraneo.”, escalato da una donna).

    Seneca aveva il suo bel da fare a consolare a destra e a manca d’una vita che, evidentemente, aveva ben poco di tale: peccato, o per fortuna, non è affatto una scienza, metodologicamente prevedibile e ottenibile in serie!!!!!

    CiaU

  23. Bo anche se m’hai spiegato il senso (arguibile a intuito), la frase non tiene lo stesso: proprio per grammatica. Così suona ricomposta senza inversioni (dubbiamene poetiche): che quest’asil-cadente-del-sacro-spirito [soggetto] non venga mai [… a!!!] disfarsi in polvere. O ci si mette quell’A, o barcolla (ma chi è il traduttore, e in originale come fa?) e uno (io, per es!) può far le sue ricostruzioni mentali e pensare tipo che sia un errore il verbo e che ci vada non “venga” ma “vegga” (arcaismo di “veda”, coniugato all’io delle frasi prima – ma così cambia proprio tutta la sintassi: e mi sa che è così…).

    In ogni caso, ridere (ballare etc.) si può solo dopo (al massimo fin che) ci si accorda sulle cose serie (dandole per scontate, ti trovi poi a dover rifar i conti e a pagarli anche molto ma molto salati…): per es. in pubblico come qua (va beh che oltre il 90% degl’interlocutori si conoscon già da tempo, e nella realtà non virtuale: però tutti i possibili altri non si sa… Se ridi prima, o lo fai senza metter in chiaro anche le cose serie, sei fesso e/o spacciato.

    Latino lingua morta che il Papokkio rivuol nelle messe per il timor di Dio!?!

    Si ma pure Seneca, se è sempre là a consolar gente a destra e a manca la vita non è poi che sia questa gran figata assoluta, o no! E poi lui? Si svena.

    Tanto per usar un’altra citazione estrapolata e risemantizzata (perché quel che dà senso a un testo è il con-testo!), ché il latino si presta: Homo sum, humani nihil a me alienum puto (sono un uomo, non ritengo a me estraneo nulla di umano – dall’Heautontimorùmenos di P. Terenzio A., del 165 a.C.).

    E poi parlar della morte è impossibile (quando ci son io lei non c’è, quando c’è lei non ci son più io – ragionava a suo tempo già Epicuro): è sempre e solo della vita che parliamo e a cui si tende, pur se si tira in ballo la morte.

    CiaU

  24. Non riesco più a commentare, ho già perso 3 post belli tosti: ma ke toast!!!

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