sulle probabilità (al Bo… che ci sguazza)

“Sono convinto che esistano forme di vita intelligenti in altre parti dell’universo per una ragione puramente statistica. Nella nostra galassia ci sono 135 miliardi di stelle ed esistono almeno 100 miliardi di galassie simili alla nostra. Tra quei 135 miliardi di stelle una modesta percentuale assomiglia al nostro sole. E’ probabile che quasi tutte quelle stelle abbiano un sistema planetario e che in minima percentuale abbia un pianeta molto simile alla Terra. Stephen H. Dole, della Rand Corporation, ha stimato che esistano 640 milioni di pianeti tanto simili alla Terra da poter essere abitati. Ora, anche supponendo che solo uno su un milione ospiti forme di vita intelligenti, nella nostra galassia ci sarebbero 640 forme di vita intelligente. Se supponessimo di non essere niente di speciale, una forma di intelligenza media, ci sarebbero 320 forme meno intelligenti di noi e 320 più intelligenti. E come ho già detto, ci sono 100 miliardi di galassie simili alla nostra”

Isaac Asimov – professore di biochimica alla Boston University, scrittore di fantascenza

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4 Risposte to “sulle probabilità (al Bo… che ci sguazza)”

  1. “Se vuoi costruire una nave non chiamare a raccolta gli uomini per procurare la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito.” Antoine de Saint-Exupery

  2. assolutamente daccordo!!!
    amo follemente quell’uomo… e non per il piccolo principe.
    dove l’hai trovata questa frase?

  3. … come era probabile che leggessi anche io sta pagina ……
    Asimov ….. ah che viaggi mi sono fatto ….

  4. “C’è una volontà di dimenticare quello che è l’essere umano, in un vortice voluto da un motore che tende a nascondersi e che è il tardo capitalismo. Una realtà che porta in sé i segni della contraddizione. Basta aprire un giornale per accorgersene: su una pagina trovi la descrizione di disastri, su quella a fianco la pubblicità delle cose che hanno provocato quei disastri. […] Ma la poesia rimane un valore primario e riafferma con insistenza il comune anelito all’amore e alla pace.”

    “Eravamo massacrati dal lavoro e dall’emigrazione. Ci siamo dati da fare, siamo risaliti a un livello buono, ma poi siamo stati travolti da una febbre che, purtroppo, appartiene a tante altre parti del mondo. Siamo passati dal fare allo strafare. Quando giro per la nostra terra, avverto lo scempio degli ultimi tratti di verde, vedo cose che mi soffocano. Ghe n’è na tera che domanda pietà, massacrada. Bisogna andare avanti, certo, ma anche fermarsi a meditare.”

    Andrea Zanzotto

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