l’innocenza è spietata

pomeriggio: pizzicato dall’influenza mi aggiro spesso in cucina in cerca di cibo e non posso fare a meno di accendere la tv dove imperversano vari programmi a sfondo (ma proprio sfondo) sociale, dove si discute della vita, creando del pessimo teatro sensazionalistico/emotivo della menzogna… trasmissioni che già dal titolo barano, come: la vita in diretta (?); italia sul due (credo); amici (dio non perdornarli perchè sanno bene quello che fanno)… insomma la prova lampante di una società cadavere e puzzolente fondata sul Nulla (che invoglia!)

decido che è meglio se torno in camera e mi imparo gli accordi di Rimini di De Andrè e Bubola… e magari scrivo una canzone io.

verso mezzanotte riaccendo la tv e su una rete dello psicoNano fanno Philadelphia con
Tom Hanks… il film non mi piace molto ma è interessante. per fortuna ogni due secondi c’è la pubblicità (!?!) così finisco su rai tre dove va in onda un bellissimo reportage stile Pasolini, dove vengono intervistati dei bambini su vari argomenti: la morte, la fantasia, i genitori, la guerra e molto altro. (un programma sui bambini a mezzanotte…)
insomma rispondevano meravigliosamente a tutte le domande che, fatte ad uno qualunque dei personaggi adulti del pomeriggio, avrebbe ottenuto solo scena muta o al massimo dei mugugni incomprensibili…
ne hanno dette tante di straordinarie ma quella che mi ricordo meglio è questa (vado a memoria eh):
Intervistatore: Quando si diventa adulti?
Bambino (convintissimo): dai 12/13anni fino ai 75… prima e dopo non si è adulti
Intervistatore: e perchè dai 12 ai 75 si è adulti e prima e dopo no?
Bambino: perchè è dai 12/13anni ai 75 che si fanno tutte le cose brutte: la guerra, si ammazza, si odia, il potere… sono cose che si fanno da adulti non da bambini. io non voglio crescere.

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5 Risposte to “l’innocenza è spietata”

  1. D’io boja (schèetri che se sassina)

    ‘A bissa nera ‘a strissa zò pa’i fossi,
    ‘a pare ‘na paura che se strussa
    dosso de’e gambe e core su pa’l cuore –
    ‘a bissa nera ‘a te sassina ‘a vita,
    ‘a magna ‘i sentimenti de beéssa,
    ‘a te inveéna ‘l mondo, ‘a te stramassa:
    se dapartuto te cati scoasse,
    spussa de sangue e morti che se copa.

    CiaU

  2. l’importante è non finire come Rosencrantz e Guildestern… che, è noto, sono morti senza averci capito nulla e senza sapere il perchè.

  3. Domanda: come fa uno innocuo (innocenza: non nociva) a esser spietato?
    Risposta (tentativo): forse la spietatezza è indirizzata a qualcosa che sente appunto l’innocenza come dolorosa; ma allora questo qualcosa è nel male!
    (Corollario – tra parentesi, come già suggeriva Giacomino e poi Pier Paolo: non è che l’alambicco del cervello serva solo a superar tutto questo male; come se solo le menti più capaci riescano a riattinger la semplice natura…)
    ((Sto meditando su un’installazione in vetro, magari sul gheriglio delle calli veneziane, a forma di testa-cervello e/o in-testino, in cui transitan persone fino a perder completamente la ragione del proprio andare e cercar quindi dei varchi naturali appunto fuori da questo differitore dell’esistenza che è il pensiero indiretto, mediato, continuamente teleschermato e cioè irreale…))

  4. Da ciò deriva: il pensiero è la cacca verso l’alto (o metafisica/immateriale).
    CiaU

  5. …non so perchè ma mi fa pensare a quelli che nel labirinto di villa di Strà bucavano le siepi per arrivare prima alla torre… mica per uscirne!

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