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Questo post è stato pubblicato il Maggio 31, 2007 alle 2:48 pm ed è archiviato in Taccuino . Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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Maggio 31, 2007 a 5:06 pm
Sss…
Speremo,
sparemo,
sparimo…
(Gian Pietro Barbieri)
CIaU
Maggio 31, 2007 a 5:20 pm
Zzz…
Speriamo
Spariamo [da entrambi i verbi quello in -are e quello in -ire]
Sporiamo
Spiriamo
Spuri, am(iam)o
[me medesimo]
CiaN, che non è un colore
Giugno 1, 2007 a 6:47 am
quella di gian pietro, caro nico, credo abbia qualcosa in più… non per troncare le tue velleità poetiche, sia chiaro!!!
comunque:
fff…(rega)tura
ghe (sboro)
anca lori,
se ghe core in cueo
coi motori.
g.
Giugno 1, 2007 a 7:52 am
Ma la mia non è una poesia, è una rotazione delle 5 vocali della lingua italiana a-e-i-o-u- (e un ypsilon nascosta nella firma, ed una semiconsonante -j- nascosta nell’ iam tra parentesi: cfr. latino “ormai”…)
)
E’ una variazione su un vecchio tema, insomma: perché il gioco Spero – Spiro – Sparo è ben noto (da qui il mio zzz , e dialettandolo non si ottiene molto di più che mantenendolo in lingua, anzi si perde l’ambiguità dello “spariamo”, visto che in dialetto “sparemo” è diverso da “sparimo”; e ovviamente si deve rinunciare al termine più dotto spiriamo, di cui non c’è l’equivalente dialettale -credo. Ma questa è una mia opinione personale: poeta non sono, semmai filologo e critico…
“Lasciatemi divertire”: un divertissement in barb’ al Barbieri d’ieri
N.
Giugno 1, 2007 a 8:01 am
la mia invece è una poesia! (decadente boara… ma poesia)
sarà ben noto ma io non lo conoscevo, benedetta ignoranza…
oh si, divertiamoci.
ps: sto sito comincia ad essere frequentato da persone troppo intelligenti… comincio a spaventarmi
Giugno 1, 2007 a 10:06 am
Intelli-che?!? …ma vuoi mettere i poeti, “spaventati guerrieri”, a dirsi tra sé: “spariamo”, e non saper se sparire o sparare o, alcuni, spararla grossa

Pensa alla poesia boara (per paura di … decadenza) del contadino Trigeo nella Pace di Aristofane (ora riproposta a Ravenna, nella versione di Martinelli: e quelli di Scampia sì che ci sborano o sporano sparasperaspirando!)…
PS: scusa per il “ben noto”, ma si sa, il filologo è pedante, il poeta è pe-trarca
Tu hai il poetico dialetto, io un po’ etico idioletto…
[A parte le battute, è un gioco di parole tra i più rielaborati e riadattati, davvero: cfr., anche, l'antecedente latino "dum spiro, spero" cioè: "finché respiro, spero", = il nostro finché c'è vita c'è speranza].
PPS: ho cominciato a leggere il vostro libro, prefato dal Tomasin (btw: è proprio lui, il mio compagno di studi pisani).
Quote of the day: “ma che casso ti vien a fare co noi altri?! / Fatto sta che se semo sempre trovai ben comunque”.
Pick of the day: “Voria criar / come la neve / cavarme i pensieri / e tirarli al fogo.
Ti xe freddo / bastardo e giassà… / mori pensiero oscuro / mori!, che te possa /
magnar la carne / e spuarte! / Xe tempo, xe ora / che ti me lassi andar!!”)
Giugno 1, 2007 a 10:39 am
il mondo è piccolo… porca miseria!!!
“passo per un originale, un maniaco un pazzo. evidentemente la reputazione è ben meritata perchè, dovunque vada, attiro a me gli originali i maniaci e i pazzi”
M. K. Gandhi
“il filologo è pedante, il poeta è pe-trarca” … con questa ti sei giocato la mia amicizia!!!
ciao nico, quando saprai le ultime novità sulla festa, ti farai due grasse risate, altro che pensieri oscuri…
Giugno 1, 2007 a 12:59 pm
Ma (e tu che sei antichista autodefinitosi “pedante” lo saprai benissimo) più di qualcuno (poeta, non pe-trarca ma filologo più dei dottissimi accademici cruscanti e/o simili) ha ribadito che non è tanto importante dir cose nuove, ma anzi importa ridir anche sempre le solite (eterne) purché in modi nuovi.
G cmq ha intuito bene: lui che non sa né legger né scrivere, con 3a media!
Le 3 S del titolo son mie, a sottolineare un silenzio (mortale o essenziale, cmq aperto a varie letture pure antitetiche). Speremo, sparemo, sparimo: è la parabola della vita in tre verbi-versi strettamente collegati, in cui quel sparare centrale è l’apice di tensione dell’arco esistenziale (tra speranza e sparizione: ossia tra nulla e nulla…) e ricorda gli ungarettiani morti che si continua a uccidere, o (anche) l’atto prolificante dell’ejaculatio inteso come emissione di seme vitale eideggerianamente gettato (sparato, sperperato, sperato, spirato…) nel mondo. Quindi c’è un giudizio etico molto forte (è di Gian Pietro anche: “estinguerci nel mutuo” e quel suo sms faceva appunto riferimento a me che tra poco etrerò nel girone dei portatori di mututo, ad oggi sani ma non si sa poi…), oltre a un ritmo molto molto pressante e, a me pare, al tempo stesso quasi allegro, sudamericano (sentite la samba?).
CiaU
Giugno 1, 2007 a 1:39 pm
“io piango e basta” – Vasco
Giugno 1, 2007 a 2:12 pm
VVC
Venni, vidi, cacai
stronzo che in tutto somigliava a pigna:
e il bosco ne fu lieto!
CiaU
Giugno 1, 2007 a 2:43 pm
Venni vidi vi ci cacai
stronzo simillimo a fava o sasso (*)
lieto letame (**) al bosco!
(*) Catullo, XXIII: “nec toto decies cacas in anno / atque id durius est faba et lapillis”
(**) lieto: etimologicamente, da “laetamen”, lo sterco che rende lieti -fertili- i campi
Giugno 1, 2007 a 5:14 pm
WoW!
Giugno 1, 2007 a 5:45 pm
sto ridendo di gusto… mi ci voleva
elisa ma ti pare possibile???
U, quella poesia è mitica oltre a ricordarmi un viaggio fantastico.
…e per dirla come gli Skiantos (riporto sempre ad un livello umano):
“ci facciamo?? …ci facciamo!!!”
ciaooo
Giugno 2, 2007 a 9:10 am
Nam castum esse decet pium poetam | Ipsum, versiculos nihil necesse est.
Catullo, XVI
(Poi in Marziale – Epigrammi I, iv, 8: Lasciva est nobis pagina, vita proba.)
[Bella storia, la 'letizia del letame': del resto anche felice significa fertile...]
CiaU
Giugno 2, 2007 a 11:07 am
cacatio mattutina est tam quam medicina
Giugno 2, 2007 a 12:23 pm
In omnia pericula, tasta testicula. (Ali docet…)
Giugno 2, 2007 a 6:52 pm
si, vabbè: il lupo perde il pelo… e poi fa schifo.